Paolo Gerolamo Franzoni
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
«La povertà più grande è quella di non conoscere Dio»
|
|
(Paolo Gerolamo Franzoni)
|
Paolo Gerolamo Franzoni (Genova, 3 dicembre 1708 - 26 giugno 1778), presbitero, uomo di cultura, fondatore della Congregazione delle madri pie e della Congregazione degli operai evangelici, nonché della Biblioteca Franzoniana.
Indice |
[modifica] La famiglia
Paolo Gerolamo[1] nasce a Genova nel 1708, ed è il primogenito di Maria Maddalena Di Negro e del marchese Domenico Franzoni, entrambi di famiglia patrizia genovese ricca e influente.
Il padre, nato nel 1661, aveva comandato le truppe imperiali contro l'esercito ottomano nella seconda guerra turca (1683-1699), e si era distinto nell'espugnazione di Buda.
È pronipote del card. Giacomo Franzoni (1612-1697) e nipote dell'abate Gerolamo Franzoni (1653-1737), che fu il fondatore della biblioteca genovese dei Missionari Urbani di san Carlo.
È cugino di Matteo Franzoni (1682-1767), doge della Repubblica di Genova nel biennio 1759-1760.
[modifica] Giovinezza
Essendo l'ereditiero del patrimonio e del titolo nobiliare, Paolo Gerolamo viene inviato all'età di quindici anni presso il Collegio dei Nobili di Modena per perfezionare la propria educazione; lì ebbe seri problemi di salute. Vi terminò gli studi di filosofia, ma senza ottenere nessun titolo.
Tornato a Genova intorno al 1730, l'11 dicembre 1730 fu "vestito in cappa corta" e accolto nel patriziato cittadino. Fece la vita mondana con l'aristocrazia genovese.
La vocazione sacerdotale, apparsa improvvisamente, matura nel 1734, favorita dalla lettura di una biografia di San Vincenzo De' Paoli. La famiglia ostacolò apertamente tale scelta, e quando Paolo Gerolamo si trasferì a Roma per entrare nella Congregazione della missione (padri vincenziani), una lettera della madre impedì che fosse accolto nella famiglia religiosa. Direttosi al seminario, poté realizzare la sua preparazione e fu ordinato presbitero nel 1735 a Roma dal card. Giovanni Antonio Guadagni OCD.
[modifica] I primi anni di sacerdozio
Tornato a Genova nel 1737, si aggregò ai padri vincenziani: visse nella Casa della Missione (Fassolo); con i vincenziani condivise le prime esperienze di predicazione, frequentando le missioni nelle Romagne e applicandosi, nel frattempo, allo studio della teologia dogmatica e della sacra eloquenza.
In seguito si trasferì stabilmente nel palazzo di famiglia; venne nominato rettore dello Spedaletto degli Incurabili (1739) e presidente della congregazione dei Missionari Urbani.
L'incontro con don Gaetano Laviosa - che a Palermo aveva fondato una congregazione per l'assistenza dei poveri moribondi - lo portò a privilegiare nell'azione di apostolato gli indigenti e i lavoratori manuali. Nel Natale del 1750 Franzoni, insieme ad alcuni sacerdoti delle Missioni Urbane e Rurali, iniziò, a radunare all'alba, prima della giornata lavorativa, i facchini del porto, i barcaioli e i vetturini, ai quali proponeva in un linguaggio a loro accessibile esercizi e letture spirituali. Gli incontri trovarono un ampio seguito tra i lavoratori; le stesse autorità governative riconobbero il valore di quel lavoro, vedendo nell'iniziativa un mezzo per disciplinare la classe umile, tumultuosa e poco controllabile.
Confortato dal successo ottenuto con facchini e barcaioli, Franzoni estese l'iniziativa ad altre categorie di lavoratori: i garzoni di bottega, gli artigiani, i servitori dell'aristocrazia. Allo scopo di raccogliere e seguire tutte queste persone prende poco a poco in affitto gran parte degli oratori cittadini.
Diventa per tutti l'abate Franzoni. Tale titolo apparteneva già allo zio Gerolamo, che era titolare di un beneficio; ma nel caso di Paolo Gerolamo si ritiene che si trattasse solo di un predicato d'onore.
[modifica] Gli Operai Evangelici
Insieme ai i confratelli che lo hanno fino a quel momento appoggiato Franzoni fondò nel 1751 la congregazione religiosa degli Operai Evangelici: loro compito sarebbe stato quello di elevare l'istruzione e la pietà nel clero e nel popolo. La Chiesa genovese si dibatteva in quel periodo tra il lassismo dei preti dediti più alle accademie arcadiche che alla pastorale e le spinte rigoriste ispirate dal giansenismo. In questo clima Franzoni istituì numerose accademie per migliorare la formazione dottrinale dei sacerdoti: quella delle "Rubriche" (1753), rivolta alla preparazione meticolosa della liturgia, e poi quelle dedicate alla sacra eloquenza, al catechismo, alla teologia dogmatica, alla Sacra Scrittura, alla teologia morale, alla storia ecclesiastica e profana, al diritto canonico e civile. Impartiva anche corsi di esercizi spirituali.
Insieme a quest'opera di promozione della cultura teologica e pastorale, Franzoni impegnò gli Operai Evangelici nella cura e nell'assistenza delle classi popolari. Nel 1753 riunì gli artigiani che frequentano i suoi oratori in una congregazione laica dedicata ai "Sacri Cuori di Gesù e Maria, madre di Gesù,Maria".
Poi, nel 1756, fondò una congregazione intitolata al Puer Jesus per raccogliere e vigilare i fanciulli delle famiglie più povere e per insegnare loro i rudumenti della fede.
Negli anni successivi organizzò in distinti oratori la catechesi per i mendicanti (1759) e per le donne bisognose (1765), e a tutti elargiva denaro in occasione delle riunioni per compensare i mancati introiti della questua.
[modifica] Le Madri Pie
Durante una missione a Sampierdarena alla quale partecipa con i [[|Vincenziani|lazzaristi]], Franzoni entrò in contatto con alcune maestre che si dedicavano all'istruzione delle ragazze del popolo: L'abate iniziò a fornire loro i mezzi economici, i locali, l'assistenza spirituale e pedagogica. Nacque così la congregazione religiosa delle Congregazione delle Madri Pie (1754), approvata nel 1764 e confermata quattro anni più tardi. Franzoni impose loro la regola di salesiana, con il compito di impartire, senza distinzioni, una buona educazione alle fanciulle di ogni ceto sociale.
Dopo l'istituzione della casa madre di Sampierdarena venne aperta una scuola in un sobborgo a levante di Genova. La promozione dell'attività delle "Madri Pie" rientrava nei più generali interessi pedagogici dell'Abate che, intorno alla metà degli anni 1750 si preoccupava di incentivare l'istruzione di base e l'alfabetizzazione: Franzoni considerava che l'analfabetismo era un grave ostacolo per la catechesi dei ceti umili.
Per la realizzazione di tali propositi assunse una particolare importanza l'incontro con un sacerdote francese della Congregazione della Dottrina Cristiana: questi lo introdusse alla metodologia di Jean Baptiste de Lasalle per facilitare l'apprendimento dell'alfabeto. Franzoni ne fu conquistato e lo sperimentò con i ragazzi del Puer Jesus e, secondo l'opinione di alcuni biografi, anche con quelli raccolti dal prete Lorenzo Garaventa, creatore delle Scuole di carità per i fanciulli poveri e abbandonati. Il Franzoni finanziava le prime iniziative di questi.
[modifica] L'impegno per la cultura a Genova
Per approfondire, vedi la voce Biblioteca Franzoniana. |
Nel 1754 Franzoni, nell'intento di lavorare con i suoi Operai su tutti i fronti della società, aprì a sacerdoti e laici un Circolo filologico per l'apprendimento delle lingue classiche (Greco, Ebraico) e di quelle moderne. Promosse anche l'insegnamento della matematica e dell'algebra per l'avviamento al commercio; e si preoccupò della preparazione degli studenti di medicina e chirurgia dell'Ospedale di Pammatone, dei quali divenne l'assistente spirituale.
Tuttavia sul piano della divulgazione culturale l'iniziativa più importante fu senza ombra di dubbio l'istituzione della Biblioteca degli Operai Evangelici (Biblioteca Franzoniana), nel 1757, che divenne una delle tre biblioteche pubbliche genovesi aperte nel corso del secolo XVIII insieme a quella dei Missionari Urbani, fondata dallo zio di Paolo Gerolamo e resa pubblica dal 1739, e a quella istituita agli inizi degli anni 1770 dall'abate Carlo Giuseppe Vespasiano Berio.
[modifica] Gli ultimi anni
In occasione di una ribellione della Corsica si produsse una grave crisi giurisdizionale tra la Repubblica di Genova e la Santa Sede. Franzosi assunse una posizione contraria al Governo genovese. Ciò gli valse l'esilio, per quattro anni, a partire dal 1760. Il provvedimento venne assunto al tempo del dogato del cugino Matteo Franzosi.
Si suppone che durante l'esilio Franzoni si trasferì a Milano, forse ospite dei Padri Filippini, come potrebbe suggerire un'annotazione del testamento.
Gli ultimi anni della sua vita furono dedicati alla guida delle congregazioni religiose e laiche, della biblioteca e delle sue numerose istituzioni, con il pieno riconoscimento delle autorità ecclesiastiche e civili.
Alla sua morte (26 giugno 1778) i funerali videro grande partecipazione di popolo, e l'omaggio del Senato genovese.
[modifica] La documentazione sul Franzosi
Le attività del Franzosi hanno segnato in maniera decisiva la storia della Chiesa e della cultura a Genova.
La sua vita si è intrecciata con quella di molti protagonisti del secondo Settecento genovese: l'arcivescovo Giovanni Battista Lercari, il pedagogo don Lorenzo Garaventa, Domenico Olivieri, fondatore della congregazione dei Battistini, il vincenziano L. Spinola, la venerabile Giovanna Battista Solimani, fondatrice delle monache Romite Battistine.
Ciononostante restano di lui scarse tracce documentarie e pochi scritti: tra essi qualche lettera, un catechismo e un lungo testamento.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- C. B. G. M., Ristretto della Vita del Servo di Dio Paolo Gerolamo Franzone, ms. adespoto, s. a. (secolo XVIII)
- Testamento e disposizioni d'ultima volontà dell'ora q. Ill.mo, e M. Rev. Sig. Abate Paolo Girolamo Franzoni, Genova 1778
- G. G. Bjoernstaehl, Lettere ne´ suoi viaggi stranieri di Giacomo Giona Bjoernstaehl, Poschiavo 1782-1787, t. III, lett. XVI
- J. Andres, Cartas familiares, Madrid 1797, vol. V, p. 197
- G. O. Corazzini, Memorie storiche della famiglia Franzoni, Firenze 1873
- F. Luxardo, San Francesco di Sales narrato e descritto al clero e al popolo cattolico, protettore della Sacra Congregazone degli Operaj evangelici di Genova, con la biografia dell'illustre servo di Dio il sac. don Paolo Girolamo Franzoni, fondatore della medesima, Genova 1877
- D. O. [Domenico Olcese], L'abate Paolo Gerolamo Franzoni e le Madri Pie in Sampierdarena, Sampierdarena 1894
- A. Serra, L'Abate Paolo Gerolamo Franzoni e le opere religiose e culturali da lui fondate in Genova, Genova 1937
- F. De Negri, L'Abate Paolo Gerolamo Franzoni. Fondatore degli Operai Evangelici e delle Madri Pie, cenni storici illustrati con prefazione di S. Em.za il Card. Giuseppe Siri Arcivescovo di Genova, Genova 1954
- G. Piersantelli, La biblioteca franzoniana degli operaj evangelici, Genova 1967
- G. Piersantelli, Da centotrent'anni a Genova la Congregazione Lasalliana, «Genova», ivi, pp. 3-10
- L. Marchini, Biblioteche pubbliche a Genova nel Settecento, Atti Società Ligure di Storia Patria, n. s. XX / 2 (1980), pp. 41-67.
- Franzoni, Paolo Gerolamo, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1998, vol. 50, pp. 293-295.
- Massimo Angelini, Profilo di Paolo Gerolamo Franzoni, sacerdote (1708-1778), Istituto Madri Pie - Accademia Urbense, Ovada, 1998, pp. 156
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Biografia del Franzoni di Massimo Angelini (testo in formato MSWord zippato)
- Articolo sul Franzoni dal Dizionario Biografico degli Italiani (testo in formato PDF)
Genova · Provincia · Progetto · Ostaja · Quartieri · Centro storico · Personalità · Immagini · Categorie · Bibliografia |
Architetture · Musei · Fortificazioni · Chiese · Staglieno · Lanterna · Acquario · Istituto Gaslini · Stemma · Storia · La Repubblica di Genova · I Dogi · Palazzo Ducale Il Banco di San Giorgio · Capitale europea della cultura 2004 · Cucina · Vini · Dialetto · Genoa · Sampdoria · Genova per loro Segui anche: Progetto Liguria · Portale Liguria |